Vino del vercellese: ecco qual’è il più buono e ricercato

Il vino del vercellese più buono e ricercato è, sicuramente, il Gattinara, che è l’unico vino con la denomazione DOCG (ottenuta nel 1990). Qui, in questa pagina, è possibile trovare le sue caratteristiche ed altri vini del vercellese dalla denominazione DOC, nonché i loro abbinamenti migliori.

Il Gattinara

Questo tipo di vino, viene coltivato nei vitigni nebbiolo (90 %), con l’aggiunta quelli di vespolina e bonarda. E’ un vino rosso, di un colore granato tendente all’arancio, da un odore fine di viola e dal sapore armonico ma dal fondo amarognolo, simile alla liquirizia. Il suo affinamento può variare dai trentasei ai quarantotto mesi, a seconda dalla gradazione alcolica che si vuole raggiungere. Il prezzo di questo vino parte dai ventitrè euro, ma a seconda dei tempi di affinamento e del formato della bottiglia, può superare anche gli ottanta euro.

Questo vino si può abbinare a carni rosse, di cacciagione e selvaggina, ad arrosti (anche di manzo, con patate o funghi), a brasati, a piatti grigliati e a formaggi di pasta dura e stagionati. Inoltre, si usa per preparare il cosiddetto risotto al Gattinara. Questo primo si preparara con un bicchiere del suddetto vino, da inserire nel fondo che si usa per il riso, abbinato a brodo vegetale, salvia, alloro e del formaggio grattuggiato.

Vini DOC del vercellese

Il nebbiolo, oltre ad essere usato per il Gattinara, unito ad altre uve, può servire alle produzione di altri tre vini DOC della zona di Vercelli, ovvero:

  • il Bramaterra, prodotto anche a Biella, il cui colore è simile a quello del Gattinara, ma il suo sapore è asciutto (sempre con un sottonfondo amarognolo) e con un profumo che si può definire etereo. Anch’esso, si accosta bene a carni rose, pollame nobile e cacciagione;
  • il Canavese, che oltre a Vercelli e a Biella, si produce anche in provincia di Torino, e ne esistono diverte tipologie, ovvero rosso, bianco, rosato, Barbera, Nebbiolo, rosato spumante e bianco spumante.  Di questo vino, il rosso è sicuramente adatto ai secondi di carne rossa, agli stracotti e ai salumi, il bianco a secondi di pesci ed il rosato a pasta e fagioli o minestroni;
  • il Coste di Sesia Rosso, che si produceva, secondo Plinio il Vecchio, sin dall’antica Roma, che si presenta di una tonalità color rubino, dal sapore asciutto ed armonico e con un odore fine ed intenso. Di solito, si consiglia di abbinarlo a secondi di carni grigliati e salumi.

A questi vini si può aggiungere anche il Lessona, prodotto nell’omonima provincia. Anch’esso è un vino rosso, dalla sfumatura granata, adatto ai piatti di carne rossa, a pollame, a cacciagione, a formaggi e alla fonduta.