Richiami per cardellini: cosa sono? Come si usano? E’ illegale utilizzarli?

I cardellini, diffusi in Europa, in Asia ed in alcuni paesi del nord Africa, sono tra le specie di uccelli protette, in Italia, e sono noti per il loro canto. Esistono dei richiami, sia per questo che per altri uccelli, ma l’uso che se ne fa non è sempre propriamente legale.

Cosa sono e per cosa si usano

Questi cosiddetti “richiami” sono degli strumenti elettronici, che si possono acquistare anche su internet, ed hanno lo scopo di attirare l’attenzione degli uccelli.

L’uso di questi oggetti, ha portato all’attività del silvestrismo, che in alcuni paesi permette di riuscire a catturare uccelli selvatici, come il cardellino, ridurli in cattività, ed usarli a loro volta per catturare altri uccelli della loro stessa specie. La legge prevederebbe di rilasciare il 30 % dei volatili catturati con questo metodo, ma non tutti rispettano questa direttiva, minacciando così la vita degli uccelli.

Il caso più eclatante di questa pratica, è stato notato in Spagna: il Ministero dell’Ambiente ha autorizzato, infatti, la cattura di quattro specie di fringillidi, tra cui proprio il cardellino, assieme ai fanelli, ai verdoni ed ai verzellini, sempre a condizione di rilasciare il 30 % degli esemplari catturati, ma il numero delle licenze è comunque alto: l’Andalusia, ad esempio, rilascia dodicimila licenze ogni anno. Il numero di questi uccelli è visibilmente calato, e ciò ha suscitato l’indignazione e le proteste da parte delle associazioni ambientaliste.

Il silvestrismo in Italia

Nel 2009, l’Unione Europea ha espressamente vietato la cattura internazionale di tutti gli uccelli selvatici, se non in maniera selettiva e controllata.

Naturalmente, anche l’Italia ha aderito a questa direttiva, ma ciò non toglie che accadano comunque casi in cui vi sia la cattura illegale di cardellini ed altri uccelli selvatici. Nel 2014, ad esempio, in Sicilia, è stato arrestato un bracconiere nisseno, noto, dalle Guardie Giurate volontarie del WWF. Questo bracconiere, catturava i cardellini con una coppia di reti, alte due metri, ed utilizzava un richiamo vivo per volatili. Questi uccelli venivano rinchiusi in piccole sabbie, dove svolazzavano continuamente, nel tentativo di liberasi, con uno stretto legaccio che gli feriva una delle zampe. C’è anche di peggio: alcuni, perché cantino meglio e richiamino anche altri cardellini, accecano questi poveri uccelli.

I cardellini, come è già stato accennato, rientrano nella categorie degli animali protetti, in Italia, e come prevede la norma che regola la protezione della fauna selvatica, ovvero l’articolo 30 della legge numero 157 del 1992, e chi caccia di frodo rischia la detenzione penale ed una multa.

Allevare questi uccelli non è illegale, ma è bene che l’allevamento in questione sia certificato ed autorizzato, ed il cardellino deve essere munito di un piccolo anello che attesti che non sia stato cacciato. In questo caso, può arrivare a costare tra i sessanta e i settanta euro, in base al suo canto.

Per quanto riguarda il richiamo, non ci sono notizie chiare sulla sua illegalità, visto che si possono trovare online, ma usarli per cacciare di frodo è sempre illegale.