Oritteropo, ecco cosa sapere sullo strano mammifero africano ghiotto di formiche

L’Oritteropo, noto come Orycteropus afer, è l’unica specie, attualmente vivente, dell’ordine dei Tubulidentata, è sicuramente uno dei più curiosi mammiferi africani, che rischia di estinguersi a causa dei cambiamenti climatici. Per saperne di più su di loro, si può continuare a leggere la pagina.

La sua descrizione e distribuzione

Dall’aspetto, questo mammifero ricorda un piccolo maiale. Esso è delle dimensioni di due metri, di cui 60 centimetri comprendono la coda affusolato, e può raggiungere circa gli ottanta chilogrammi di peso. Per cacciare termiti , essi dispongono di artigli robusti, che gli permettono di rompere le pareti dei nidi di questi animali, e  la loro testa si può infilare cavità, piegando le loro orecchie tubolari. Il loro muso è oblungo, e le sue narici sono ricoperte di peli rigidi, che gli proteggono il naso, mentre i denti sono colonnari e della stessa misura, ricoperti di cemento, che cadono con facilità per poi ricrescere. La sua lingua, invece, arriva fino ai trenta centimetri di lunghezza ed hanno una pelle spessa, che gli permette di proteggersi dai morsi di vari insetti.

Questo mammifero, è diffuso per grand parte dell’Africa subsahariana, e può vivere in zone diverse, come la savana, la foresta o le zone semi-desertiche. Nonostante la sua adattibilità, tuttavia, ha rischiato di estinguersi negli anni precedenti e, con i cambiamenti climatici, il rischio che si estingua può continuare ancora a salire.

Le sue abitudini e la sua alimentazione

Questo animale si muove di notte, mentre di giorno riposa in una galleria che ha scavato lui stesso, chiudendolo, ma lasciando comunque uno spazio per l’aria. Le femmine partoriscono dopo sette mesi di gravidanza e danno alla luce solo un cucciolo (in rari casi due), che comincia a nutrirsi da solo dopo sei mesi. In media, possono vivere circa ventitrè anni.

Come è stato già accennato, la loro pelle li protegge dai morsi di insetti, ma per sfuggire ad altri predatori, come leoni, iene o pitoni, sono costretti a scappare o a interrarsi. In alcuni casi, possono ricorrere anche alle zampe anteriori. Le loro tane, una volta abbandonate, diventano rifugi anche per altri animali, come porcospini, pipistrelli o pitoni.

La sua alimentazione, è principalmente a base di termiti, ma si nutre anche di altri insetti e delle loro larve, e di funghi che crescono nei terminai. A differenza di quanto si crede, non si nutre di formiche, visto che il suo apparato digestivo non le digerisce. In particolare, evita quelle rosse, che possono pungerlo.

La sua mitologia

Nella cultura africana, questo animale era ed è ammirato per la sua diligenza nel cercare il cibo e per come riesce ad attaccare. Gli stregoni dell’etnia Haus, del Sudan, usano varie parti del suo corpo per fare amuleti, come la pelle, il cuore e le unghie, che polverizzano insieme alle radici di alberi. Avvolgano il tutto il un lembo di pelle e lo portano sul torace, e si crede che così, chi lo porta, potrà attraversare tetti e muri, oppure da ladri che vogliono visitare giovani donne, senza dover chiedere il permesso ai loro genitori.

Altre tribù, invece, come i Mangbetu del Congo, usano i loro denti per realizzare bracciali portafortuna, ed alcuni si nutrono della loro carne, simile a quella del maiale.