Licenziamento per giustificato motivo: cos’è, conseguenze, quando è possibile

Il licenziamento per giustificato motivo rientra all’interno delle cause disciplinari direttamente collegate all’azienda per la quale si lavora. La regolamentazione del licenziamento per giustificato motivo si suddivide in ‘oggettivo e soggettivo’. In questa nuova guida andiamo ad analizzare tutte le caratteristiche e le conseguenze di un licenziamento per giustificato motivo.

Licenziamento per giustificato motivo: cos’è e come funziona?

Il licenziamento per giustificato motivo si suddivide in due tipologie specifiche: quella oggettiva, dovuta a decisioni strettamente aziendali e soggettiva, dovuta invece a cause disciplinari non sufficientemente gravi da potersi avvalere di un licenziamento in tronco. In questo caso il datore di lavoro è tenuto al rispetto dei tempi di preavviso imposti dalla legge prima del licenziamento effettivo.

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo

Il licenziamento per giusta causa prevede invece una serie di comportamenti di gravità tale, da parte del dipendente, da giustificarne il licenziamento senza alcuna forma di preavviso. Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, nella maggior parte delle volte, comprende un’origine di natura aziendale come il fallimento della società stessa, oppure dalla soppressione del posto di lavoro o del reparto dove opera il dipendente.

Come emesso di recente da una sentenza della Cassazione il licenziamento per giustificato motivo oggettivo può avvenire anche per incrementare e massimizzare i profitti dell’azienda. Anche l’introduzione di processi tecnologici e macchinari, in sostituzione al lavoro manuale svolto dal dipendente, rientra all’interno di questa formula di licenziamento. Tra le condizioni per il licenziamento per giustificato motivo oggettivo rientrano: il riassetto e la crisi dell’impresa, la dimostrazione concreta delle motivazioni aziendali, l’impossibilità di adibire il dipendente ad altri settori e mansioni, la necessità di un preavviso.

Licenziamento per giustificato motivo soggettivo

Il licenziamento per giustificato motivo soggettivo comprende un comportamento illecito da parte del dipendente, ma in forma meno grave rispetto alla possibilità di poter eseguire un licenziamento in tronco privo di preavviso. Questa forma di licenziamento scatta in presenza di un inadempimento degli obblighi professionali da parte del datore di lavoro.

In questo caso il datore di lavoro  tenuto al preavviso e alla contestazione per iscritto del comportamento indisciplinato da parte del dipendente, mentre quest’ultimo può avvalersi di un ricorso entro i primi 5 giorni successivi, spiegando le motivazioni alla base dell’inadempimento professionale.

Sulla base delle motivazioni presentate l’azienda può avvalersi del licenziamento per giustificato motivo soggettivo, oppure decidere di mantenere il dipendente nel proprio ruolo. In caso di decisione definitiva di licenziamento il datore di lavoro è tenuto all’obbligo di formalizzazione per giustificato motivo soggettivo nei confronti del proprio dipendente.