Gravidanza e allergie, si possono trasmettere a nostro figlio?

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Dedichiamo la nostra attenzione alle future mamme che temono di trasmettere allergie al proprio figlio durante la gravidanza, in modo da farvi avere ben chiare le probabilità che anche il bambino possa avere immediatamente o in futuro dei problemi allergici.

Le allergie si trasmettono in gravidanza?

Le mamme allergiche temono di poter trasmettere le allergie in gravidanza, mettendo a rischio la salute del feto durante i mesi di gestazione. E’ bene chiarire che una mamma allergica non trasmette le allergie durante i nove mesi di gravidanza.

Trasmissione genetica

Il meccanismo di trasmissione di questo tipo di patologie è infatti genetico, il che può spiegare come mai figli di genitori allergici hanno una probabilità maggiore di avere allergie a loro volta. Non si tratta però di una trasmissione che si verifica durante la gestazione, ma di una predisposizione genetica ad una attività anomala del sistema immunitario.

Se sia la madre che il padre sono affetti dalla stessa allergia, la probabilità che il figlio abbia il disturbo cresce notevolmente, a riprova del ruolo importante della genetica nella genesi dei disturbi allergici.

Allergie in gravidanza: cosa fare?

Sebbene sia ormai chiaro che le allergie non si trasmettono in gravidanza, i nove mesi di gestazione sono un periodo molto particolare, non solo per il prodotto del concepimento, ma anche per la madre. Le madri allergiche possono avere un miglioramento – in taluni casi addirittura una risoluzione – della loro patologia allergica, ma possono anche andare incontro ad una riacutizzazione o ad un peggioramento del quadro clinico.

Diventa allora necessario sapere cosa fare se si soffre di allergie in gravidanza e quali strategie seguire per ridurre il rischio per il nascituro. L’asma non correttamente trattato e le riniti allergiche frequenti possono essere dei fattori di rischio per una crescita ridotta del prodotto del concepimento, motivo per cui si consiglia sempre di gestire queste situazioni patologiche.

La terapia farmacologica in gravidanza deve essere utilizzata con molta cautela, onde evitare dei possibili effetti collaterali per la donna e per il feto. Si sconsiglia in particolare l’assunzione degli antistaminici nei primi tre mesi di gravidanza.

E’ consigliato invece un approccio preventivo, basato sull’evitare per quanto possibile l’esposizione agli allergeni. In caso di comparsa di una manifestazione allergica, è preferibile sfruttare una terapia topica, ad esempio delle docce nasali per le allergie a carico delle vie aree superiori e delle creme da applicare sull’area interessata in caso di reazioni allergiche dermatologiche.

In caso di comparsa di episodi allergici mai verificatisi in precedenza, si consiglia di andare dal proprio ginecologo, che deve essere lo specialista medico di riferimento per tutta la durata della gravidanza.