Cozza o mitilo: quali sono le sue caratteristiche? In quali contesti si usano i termini?

La cozza, o mitilo, è un mollusco che si ritrova spesso sulle tavole degli italiani, ma quando si usa uno dei due termini? Quali sono le caratteristiche di questo frutto di mare? Perché è importante pulirle?

Le loro proprietà e la loro cultura

Questi molluschi si possono trovare nell’area mediterranea, in tutte le zone dove sono presenti degli scogli. Oltre che nel Mar Mediterraneo, sono distribuite presso le coste dell’Oceano Atlantico orientale, del Marocco, delle Isole Britanniche e del Mar Nero.

Attualmente, è stato naturalizzato in paesi come il Giappone, il Sudafrica, l’Australia Meridionale, la Nuova Zelanda e lo Stato della California, entrando anche nella loro cucina.

In cucina, questi molluschi si possono utilizzare in vari piatti, dagli antipasti ai secondi, ed è altamente digeribile. E’ ricca di proteine, sostanze antiossidanti e sali minerali (soprattutto il ferro e il sodio), ma hanno anche un alto tasso di colesterolo, quindi bisogna fare attenzione alla quantità e alla frequenza in cui si consuma. Se assunte nelle dosi giuste, e nei tempi giusti, possono essere un ottimo alimento ipocalorico, e quindi adatto alle diete per dimagrire.

Non necessitano di essere spurgate, ma prima di cuocerle è necessario eliminare alghe, il bisso (ovvero le incrostazioni presenti sul guscio) e i cosiddetti “denti di cane”. Anche se non a lungo, è bene cuocerle ad una temperatura di 100°C, per garantire la loro salubrità ed eliminare i batteri.

Oltre a trovarli sulle spiagge, è possibile allevarle in acquacoltura. In Italia, sono tre i metodi, in cui si possono allevare le cozze, ovvero quello fisso, uno dei più tradizionali, quello a manoventia, a cui si cominciò a ricorrere negli anni Novanta, e il plurivalentie, usato soprattutto nel Golfo di Trieste. Sembra, tuttavia, che i primi ad allevare le cozze, siano stati i francesi, già nell’VIII secolo.

I termini usati per indicarle

Cozze”, in Italia, è il termine più usato per indicare questi frutti di mare, soprattutto in Campania, in Sicilia e nelle regioni del centro-sud, in generale. Mitilo, invece, è la versione italianizzata del genere a cui appartiene, Mytilus, che si usa in contesti più “formali”, come degli articoli o in qualche contesto scientifico.

Il termine “cozza”, usato per indicare anche una ragazza non troppo bella, sembra che risalga fin dall’antica Grecia, in quanto questi molluschi, per quanto saporiti, esteticamente non corrispondevano ai canoni della bellezza dei greci.

Tra le altre denominazioni, che possono indicare questo frutto di mare, si possono includere:

  • muscoli, soprattutto nelle regioni della Liguria e della Toscana, derivato dal latino, e che si può trovare anche nei termini stranieri, usati per indicare le cozze, come il francese moules o l’inglese mussels. A Livorno, li si definisce anche “datteri”;

  • pedoli, o peoci, che può essere tradotto come “pidocchioso”, ed è usato nel Veneto e nel Friuli-Venezia Giulia;

  • móscioli, termine usato per lo più in provincia di Ancona.

  • denti di vecchia”, nel Comacchio (Emilia-Romagna).