Cosa dare da mangiare ai canarini

Tutti conoscono i canarini (Serinus canaria), uno dei più comuni animali domestici, da sempre apprezzati per il loro canto. Originario delle Isole Canarie, si cominciò ad addomesticarlo nel XVII secolo, introducendolo così in altri Paesi.

Caratteristiche

Membro della famiglia dei Fringillidi, questo passeriforme non supera i tredici centimetri e mezzo di lunghezza, mentre la sua apertura alare è di circa venti centimetri. Il suo peso si aggira tra i quindici e i venti grammi. Le sue ali sono di forma appuntita, la testa rotonda, il collo corpo, ed il corpo slanciato. Il colore del loro piumaggio varia dal giallo al verde, ma tra maschi e femmine si possono distinguere per diverse tonalità.

Sono uccelli monogami, e la loro stagione riproduttiva varia a seconda della zona di provenienza. Alle Isole Canarie, si accoppiano tra i mesi di marzo e giugno, e nello stesso periodo la femmina costruisce un suo nido dove deporre le uova. Di solito, nel nido si trovano tre o quattro uova, ma può succedere che se ne depongano solo due oppure sei.

La durata della covata è di due settimane, ed è solo la femmina a farla, mentre il maschio rimane a “fare la guardia”. I pulcini, privi di piume, possono volare dopo quindici o diciotto giorni, per poi allontanarsi dal proprio nido dopo un mese di vita.

I canarini domestici

I canarini nati in cattività provengono per lo più da allevamenti. Se si desidera prenderli come animali domestici, è bene prenderli in coppia, ospitati in una gabbia che sia dalle misure 64x31x42 centimetri. La suddetta gabbia deve essere pulita ogni giorno, ponendo alla base uno strato di sabbia e fogli di giornale.

Nella gabbia, va anche posto un recipiente con mezzo centimetro di acqua pulita, anch’essa cambiata ogni giorno, in quanto questi uccelli amano bagnarsi.

Essendo originario da isole dal clima più mite di quello europeo, è bene evitare di esporli a correnti d’aria in inverno, lasciandoli comunque in un stanza luminosa. In estate, è bene che non stiano troppo a lungo sotto il sole, posizionandoli in un area all’ombra ed arieggiata.

Per quanto riguarda la sua alimentazione, si deve tenere presente che si nutrono per lo più di semi. Nel loro habitat la loro dieta è composta di frutti, bacche, infiorescenze, foglie piccole e tenere, germogli e, soprattutto nella stagione riproduttiva, piccoli insetti.

Nei negozi di animali o nei supermercati ben forniti, è possibile trovare varie miscele di semi. Si consiglia di non comprare quelli sfusi, fatta eccezione per quelli di cui si è sicuri della provenienza. Queste miscele, di solito sono composte da semi di scagliola, avena decorticata, lino, cardo, panino bianco, ravizzone rosso del veneto e perilla.

E’ possibile dargli alcuni tipi di frutta e verdura, che gli forniscono dei nutrienti importanti, come la mela, la pera, l’albicocca, le fragole, le ciliegie, gli spinaci, la lattuga, le carote, il radicchio e i broccoli. Se si ha l’occasione di andare in campagna, si può raccogliere del tarassaco, conosciuto come dente di leone.

Per l’assunzione di proteine, è possibile dargli dell’osso di seppia, del formaggio grattato, del tonno o il pastoncino dell’uovo sodo, ma per le quantità è bene chiedere al veterinario.